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Restrutturazione ediliza

Casa ZR

Ripalta Cremasca - Cremona

2021 - 2023

“Ruralistica: urbanistica rurale”, è il testo in cui Amos Edallo, il più noto architetto del nostro territorio, nel 1946 sintetizzò e studiò la costruzione, la forma e i caratteri costruttivi della cascina cremasca.
E’ proprio a quei tratti architettonici distintivi che il progetto si ispira per recuperare una porzione di cascina immersa nella campagna, profondamente legata al contesto agricolo della pianura padana.
L'intervento si fonda infatti sul dialogo tra conservazione e trasformazione: una porzione ormai staticamente compromessa viene demolita e ricostruita, dando origine a un nuovo volume capace di interpretare il linguaggio dell'architettura contemporanea senza rinunciare al rispetto del contesto.
La nuova costruzione non ricerca il mimetismo né il contrasto fine a sé stesso all'interno dell’agglomerato rurale in cui si inserisce. Ripercorre le linee dell'edificio preesistente, presentandosi come un volume essenziale, caratterizzato da geometrie pure, superfici intonacate e grandi aperture che instaurano un rapporto diretto con il paesaggio circostante.

 

La semplicità compositiva permette al nuovo edificio di legarsi con gli edifici circostanti in diventandone il naturale completamento.
Le ampie vetrate contrapposte del piano terra dissolvono il confine tra interno ed esterno, estendendo gli spazi della casa verso il giardino e verso il portico, trasformando così il paesaggio agricolo in una presenza costante della vita quotidiana. Il portico, reinterpretazione contemporanea dell'antica corte rurale, rappresenta uno spazio intermedio capace di mediare tra abitazione e natura, offrendo protezione, ombra e continuità visiva.


All'interno l’abitazione si sviluppa attorno a un grande ambiente a doppia altezza che enfatizza la spazialità della casa e favorisce la percezione unitaria degli ambienti. Un ballatoio, destinato anche a biblioteca, distribuisce la zona notte e affaccia sulla zona giorno, creando una connessione visiva e funzionale tra i due livelli.  Il tetto ligneo dell’abitazione è formato da travi uso fiume con bordi grezzi e scortecciati, lasciate a vista anche sotto il portico. La loro matericità dialoga con il solaio interno a cassettoni, caratterizzato da una trama ordinata e regolare, creando un contrasto tra due diversi modi di utilizzare lo stesso materiale.

 

La struttura lignea a cassettoni non rappresenta soltanto una soluzione costruttiva, ma diventa il principale elemento architettonico del piano terra, capace di scandire lo spazio attraverso un linguaggio essenziale e contemporaneo.
La scelta dei materiali segue gli stessi principi di equilibrio e autenticità. Il mattone recuperato, l'intonaco chiaro, il legno naturale, il ferro verniciato e le grandi superfici vetrate costruiscono un dialogo tra materia storica e nuovi elementi, evitando qualsiasi imitazione stilistica. Ogni materiale esprime la propria natura, contribuendo a un'architettura sobria e senza tempo.

 

Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti energetici e ambientali. L'involucro ad alte prestazioni, l'orientamento delle aperture (che sfrutta il sistema di schermatura garantito dal portico a sud opportunamente integrato da sistemi di oscuramento a nord) e l'integrazione dell'impianto fotovoltaico consentono di ridurre i consumi energetici mantenendo elevati livelli di comfort abitativo. L’abitazione è completamente elettrica ed è dotata di una pompa di calore per il riscaldamento e il raffrescamento a pavimento. Un sistema di ricircolo dell’aria assicura il corretto livello di umidità e la salubrità degli ambienti.
Le tecnologie contemporanee vengono così integrate con discrezione, senza alterare l'immagine complessiva dell'edificio.


Il progetto interpreta il recupero non come semplice conservazione del costruito, ma come processo di rigenerazione capace di attribuire nuovi significati all'architettura rurale. La demolizione della porzione incongrua e la sua ricostruzione diventano l'occasione per ristabilire un equilibrio tra memoria e innovazione, dove il nuovo non sostituisce l'antico, ma ne valorizza la presenza attraverso un linguaggio architettonico misurato e rispettoso.
Il risultato è una casa che conserva il carattere della cascina originaria, reinterpretandone i principi spaziali e costruttivi secondo le esigenze dell'abitare contemporaneo. Un'architettura essenziale, luminosa e sostenibile, nella quale il rapporto con il paesaggio, la qualità della luce naturale e la sincerità dei materiali diventano gli elementi fondanti di un progetto che restituisce valore a un luogo della memoria rurale.

San Michele (27).jpg

Immagini: Daniele Pavesi Fotografo

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Crema (CR)

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